DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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18-20 Dicembre 2015

Lo scorso 18-20 dicembre si è svolto a Roma il fine settimana vocazionale, l’ultimo del 2015.

Hanno partecipato due giovani che in gergo definiamo “in ricerca vocazionale”, oltre ai nostri postulanti e ai frati dell’equipe vocazionale, con la collaborazione dei frati studenti.

Questa volta non vorrei soffermarmi sulla cronaca dell’incontro ma, brevemente, su cosa significa essere “in ricerca vocazionale”.

Uno che è in ricerca di qualcosa in qualche modo è inquieto, non è tranquillo finché non trova quello che cerca. In questo caso si “cerca” di capire la volontà di Dio sulla nostra vita, in particolare la chiamata o vocazione specifica della nostra vita. Quello che un tempo si definiva: “la scelta dello stato di vita”.

Sì, perché tutti siamo chiamati (vocati) a servire e amare Dio nella nostra vita, ma come? Dove? Secondo quale carisma? Ecco allora l’opera preziosa del discernimento vocazionale, discernere, distinguere, capire, accogliere la voce di Dio che mi parla e mi chiama a qualcosa (e respingere le voci del “mondo” e del tentatore che ci distolgono dalla volontà di Dio).

simone bellomo   fr. Simone Bellomo, O.P.In questa opera delicata, i ritiri vocazionali organizzati durante l’anno sono solo dei momenti di conoscenza e verifica iniziale, ma il lavoro “grosso” lo deve compiere ogni persona con l’aiuto prezioso di un padre spirituale e dei responsabili della pastorale vocazionale.

Ma quelli che hanno già “trovato”? Quelli che sono già frati, non devono cercare più? Certo! E ogni giorno! Perché una volta abbracciata una vocazione, un preciso stato di vita, bisogna viverlo e ripetersi ogni giorno: cosa vuole oggi il Signore da me? Cosa posso fare per Lui? E per fare questo è necessario lasciarsi “sorprendere” da Dio, come ripete spesso il Papa. Sì, perché la tentazione è quella di accomodarsi nella routine quotidiana, uscire dall’inquietudine del ricercatore per entrare nella placida noia dell’ “impiegato”! Ecco allora che il fuoco va ravvivato ogni giorno, nella preghiera e nella vita comunitaria, nell’orazione personale, nel compimento del proprio dovere, e nei momenti “forti” come i ritiri periodici e gli esercizi spirituali annuali.

A volte le sorprese ci destabilizzano, ma sono benedette perché agitano un pò le acque della nostra autosufficienza e ci spingono ad aprirci di nuovo a quel Padre che ci ha chiamati, non solo un tempo ma anche oggi, adesso, e vuole che lo scegliamo sempre di nuovo.

Allora buona “ricerca” a tutti!

fr. Simone Tommaso M. Bellomo, O.P.

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