DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

I frati ieri ...

Oggi la Chiesa celebra la bella e grande festa del Battesimo del Signore Gesù. È una festa, questa, che non sempre viene apprezzata come si dovrebbe, forse perché in fin dei conti non la si comprende del tutto. Ciò è normale: capire Dio, comprenderlo in pienezza è fondamentalmente impossibile all’intelletto umano. Persino quando – Dio piacendo – saremo davanti a Lui, nel santo Paradiso, non lo comprenderemo fino in fondo ma ciò che vedremo, ovvero la Santissima Trinità nella sua bellezza e gloria lucente, basterà a riempire di letizia, pace e amore la nostra anima, la nostra mente, il nostro cuore.

Anche i misteri della vita di Gesù, ovvero i momenti della sua vita terrena che rivelano qualcosa della sua Persona divina, sono di difficile comprensione ed è per questo che vi ritorniamo ogni anno: ne abbiamo tanto bisogno!

Nella liturgia della Parola di oggi, 8 gennaio, abbiamo l’occasione di leggere alcuni passi meravigliosi della Sacra Scrittura: il primo canto del Servo del Signore riportato da Isaia, una parte di un discorso dell’apostolo Pietro e infine l’episodio stesso del Battesimo di Gesù riportato nel Vangelo di Matteo. Non possiamo qui soffermarci su tutti gli aspetti della Parola di Dio ma possiamo coglierne alcuni. Anzitutto Gesù, il Figlio amato di cui si parla nel Vangelo, è colui che porta a compimento le profezie di Isaia. È il Figlio amato, è l’eletto di Dio, colui che fa la volontà (“servo”) del Padre e sul quale Dio ha posto il suo Spirito. Tutto ciò è stato profetizzato da Isaia e si è compiuto in Gesù di Nazaret, Verbo di Dio incarnato.

C’è però un secondo aspetto che vorrei sottolineare, e cioè l’appartenenza reciproca tra Gesù e il suo Popolo. Non dobbiamo pensare che Cristo fu un uomo come tutti poi innalzato alla dignità divina (si tratta dell’eresia adozionista, espressione cristianizzante degli antichi racconti pagani dove alcuni uomini divennero dèi dopo la propria morte): egli fu ed è sempre stato il Verbo di Dio, il Figlio di Dio, la seconda Persona della Santissima Trinità coeterna col Padre e lo Spirito Santo, e in quanto Verbo di Dio assunse la nostra umanità senza perdere la propria divinità. Il Padre, poi, nella pienezza dei tempi lo mandò nel mondo perché si incarnasse in un tempo preciso, in un luogo preciso e in un popolo preciso. Gesù, generato dal Padre nell’eternità, fu generato nel tempo da Maria per opera dello Spirito Santo e nacque come figlio del Popolo di Dio. Figlio di Dio per natura, e ora figlio del Popolo dello stesso Dio.

In questa doppia “figliolanza”, per così dire, c’è una – mutatis mutandis – duplice appartenenza. Colui che infatti riceve il battesimo di Giovanni nelle acque del Giordano è figlio del Padre e figlio di un popolo per il quale, morendo sulla croce, darà la vita. Gesù, Verbo eterno di Dio, volle nascere all’interno di una famiglia umana che apparteneva a un gruppo specifico di persone (il popolo d’Israele) non tutte sante, non tutte brave, non tutte gentili. Eppure Dio ha tanto amato quel Popolo che per esso – e poi per l’universo intero – ha donato il suo Figlio il quale ora, come figlio di un popolo bisognoso di perdono, si mette in fila per ricevere da Giovanni il Battista un battesimo di conversione, pur non avendone affatto bisogno. Cristo, infatti, non solo non commise alcun peccato ma come insegna san Tommaso d’Aquino (del quale celebriamo quest’anno il settimo centenario della canonizzazione) non poté mai peccare a motivo della sua natura e personalità divina. Immergendosi nelle acque del Giordano, Gesù vuol far capire al suo Popolo che egli ne fa veramente parte, è uno di loro non solo perché lo ama in quanto Dio, ma anche perché nascendo volontariamente da Maria sua madre ne è diventato a tutti gli effetti membro.

fr. Fabrizio Cambi, O.P.

Che grande consolazione sapere che il Figlio di Dio, la seconda persona dell’eterna ed indivisa Trinità, si è fatto figlio dell’uomo, figlio del Popolo, e che morendo ha reso figli del Popolo di Dio tutti coloro che lo accolgono nella fede, con il lavacro del rigenerante Battesimo da Lui istituito! Cristo si fece figlio di un Popolo perché questo potesse diventare un popolo di figli e figlie di Dio, un popolo di salvati, un popolo di uomini e donne redenti dal Suo sangue sparso sulla Croce.

Ed iniziò a mandarli a due a due per portare
e predicare al mondo la Parola di Dio
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