Parlami, o Dio, nel mio silenzio

O Dio, parla con dolcezza nel mio silenzio…
quando il chiasso dei rumori esteriori di ciò che mi circonda e il chiasso dei rumori interiori delle mie paure continuano ad allontanarmi da te, aiutami a confidare che tu sei ancora qui anche quando non riesco a udirti. Dammi orecchi per ascoltare la tua sommessa, dolce voce che dice: “Venite a me, voi che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo… perchĆ© io sono mite ed umile di cuore”. Che questa voce amorevole sia la mia guida.
Henri J. M. Nouwen
Strano lāultimo richiamo di Gesù! Chi ha orecchiā¦! Tutti abbiamo gli orecchi! La cosa strana ĆØ che molte volte non li usiamo per ascoltare. E non cāĆØ peggior sordo di chi non vuol sentireā¦Il seme della Parola di Dio continua ad essere seminato nel susseguirsi dei giorni della nostra storia personale e comunitaria, nei tempi lieti come in quelli tristi, nelle cose straordinarie come in quelle più semplici. Il terreno della nostra esistenza ĆØ generalmente buono, ĆØ la vita che Dio ci ha donato, pronto per essere generativo e produttivo cento, sessanta o trenta volte tanto. E allora? Ć proprio lāascolto che manca e impedisce alla Parola di Dio di portare frutto abbondante nella nostra vita. Solo quando viene ascoltato, e solo allora, il seme della Parola di Dio diventa vocazione, chiamata forte e vera a seguire e corrispondere lāamore grande di Dio per lāuomo. Non ci vogliono orecchi speciali, ma ascolto speciale e desiderio di ascoltare, affinchĆ© il seme della vocazione non sia in balia di uccelli voraci, del sole che brucia e dei rovi che soffocano.
(rubrica a cura di fr. Vincenzo Caprara, O.P.)
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