DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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MERCOLEDI 10 DICEMBRE

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“Sofferenza: superiorità dell’uomo su Dio. C’è voluta l’Incarnazione perché quella superiorità non diventasse scandalosa”. Questa riflessione di Simone Weil che figura in apertura ai pensieri da lei dedicati al tema dell’“infelicità” in L’ombra e la grazia, può introdurci alle letture che la liturgia della Parola di oggi ci propone.
 Di fronte all’immagine (non di rado riscontrabile anche tra credenti) di un Dio lontano, freddo e incurante delle sue creature, il tempo di Avvento ci propone invece l’icona di un Dio vivente, solidale e coinvolto nella vicenda della storia umana, e che per questo non smette di venire incontro e visitare il suo popolo. Il Creatore non è un inizio lontano nel tempo che abbandona poi alla propria sorte l’opera delle sue mani, ma è presenza silenziosa e amorevole alla creazione, che la rinnova e la rinvigorisce continuamente (I° Lettura). In Gesù questa presenza discreta e fedele di Dio nella creazione assume un volto e una carne umana per colmare ogni distanza tra l’uomo e Dio, e innestarci così nella comunione d’amore trinitaria.
Per noi l’invito a prolungare questa prossimità amorevole di Dio in Gesù verso tutti “gli affaticati e oppressi” del nostro tempo, imparando da lui atteggiamenti capaci di dare ristoro e sollievo a chi ci sta intorno, e sforzandoci di portare “i pesi gli uni degli altri” come modalità concreta per adempiere “la legge di Cristo” (Gal 6,2)

fr. Daniele Aucone, O.P.
Convento Santa Maria sopra Minerva, Roma

 

Riferimenti scritturistici: Is 40, 25-31; Sal 102; Mt 11, 28-30)

Ed iniziò a mandarli a due a due per portare
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