DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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Dio e la sofferenza

briciole frate

Dio non è venuto per cancellare la sofferenza.

Egli non è venuto neppure per darne la spiegazione, bensì egli è venuto per colmarla della sua presenza.

Paul Claudel

La sofferenza e il dolore sono le esperienze estreme della nostra vita. È difficile trovare parole adeguate in grado di esprimere il senso e la ragione di realtà che interferiscono profondamente con il nostro quotidiano, cambiando, a volte, completamente l’esistenza. Parlare della croce è difficile, spesso si rischia di usare parole ovvie e consolatorie, che sono spesso inadeguate e banali per la persona che soffre. Diceva Giovanni Paolo II a migliaia di giovani nell’aprile del 1988: “La croce è iscritta nella vita dell’uomo, volerla escludere dalla propria esistenza è come volere ignorare la realtà della condizione umana. E così, siamo per la vita, eppure non possiamo eliminare dalla nostra vita personale la sofferenza e la prova…” Dio per noi cristiani non è rimasto a guardare dal cielo l’umanità che soffre, ma ha mandato suo figlio, Gesù Cristo, a condividere con l’uomo la sofferenza e persino la morte. Nessuno più di Dio può comprendere ogni nostra piccola sofferenza e nessuno più di Dio ci è vicino nel nostro dolore quando non c’è più nessuna speranza e solo la morte ci aspetta, perché Lui stesso, per mezzo di Gesù Cristo, ha sofferto ed è morto. La riflessione ci ha portato fin sotto la croce. La tentazione è quella di scappare, di fuggire, di chiuderci nella nostra realtà, come hanno fatto gli apostoli. Invece, lo stesso Gesù, ci invita a confrontarci con coraggio con questa cruda realtà. Siamo invitati a rimanere lì sotto come Maria, Giovanni e le altre donne che li hanno accompagnati. Per capire la croce occorre lasciarci guidare da essa stessa. Gesù non ha amato la croce per sé stessa, come nessun uomo può ricercare il proprio dolore. Al contrario, Gesù ha amato l’umanità fino alla croce e attraverso la croce. E, forse, non ci chiederà se avremo amato la croce, ma se essa ci ha condotto ad amarLo di più, a capire e compatire chi soffre, a riconciliarci con i nostri limiti.

 

(rubrica a cura di fr. Vincenzo Caprara, O.P.)

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