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Il salto nel buio del vecchio Sherlock

MR HOLMES E IL MISTERO DEL CASO IRRISOLTO (2015) Regia: B. Condon. Interpeti: Ian McKellen, M. Parker, L. Linney, H. Morahan, P. Kennedy

Tratto dal romanzo Un impercettibile trucco della mente di M. Cullin, Mr Holmes e il mistero del caso irrisolto è un buon film diretto e sceneggiato da Bill Condon, già noto per aver girato The Twilight Saga parte 1 e 2. Bravissimo nella parte di un anziano Sherlock Holmes, Ian Mckellen, che tutti ricorderanno nella parte del mago Gandalf ne Il Signore degli Anelli. La colonna sonora è affidata a  Carter Bruwell.

La storia prende avvio nel 1947 quando un ormai anziano Holmes (I. Mckellen), ormai in pensione e abbandonato anche dal fido Watson, si ritira in campagna insieme alla governante al suo piccolo figlio, Roger (M. Parker), ad allevare api. L’infallibile detective stringe ben presto amicizia col piccolo Roger che lo porterà a tornare indietro nel tempo e ricordare eventi della sua esistenza tra cui un mistero misterioso che sembra essergli sfuggito…

La pellicola esce dagli stilemi del classico Holmes ideato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. A livello di montaggio, il tipo di inquadratura che apre e chiude il film è sostanzialmente la stessa: un dolly che dall’alto scende a catturare Sherlock dentro un paesaggio bucolico. Questa scelta crediamo mostri che il film si incentra molto sulla personalità del detective più famoso del mondo.

gabriele scardocci3     fr. Gabriele Scardocci, O.P.Tre temi ricorrenti girano attorno come satelliti attorno al pianeta Holmes.

Il primo tema è introdotto dalle api e dalla vita agricola. Entrambe sono simbolo della puntigliosità, precisione e attenzione di Holmes ai più piccoli particolari.
Il secondo tema è il perno centrale di tutta la pellicola: la memoria. E' una memoria combattuta che piano piano in Holmes cresce. Come una valanga che comincia da una minuscola palla di neve, si sviluppa e potenzia. E col riavvolgere il nastro dell’esistenza, lo stesso Sherlock cambia. Non è più lo stesso. Cita, in maniera bonaria, espressioni della Bibbia in due punti fondamentali della trama.

Il finale, che non sveliamo, mostra l’ultimo tema: la trascendenza, un vero e proprio salto nel buio di Sherlock. Quell’improbabile che nei libri di Doyle è spiegato e razionalizzato, qui diventa il culmine dell’umanità. Consigliato per gli amanti dei gialli classici; non ci si attenda lo Sherlock Holmes dei libri di Doyle perché si rimarrà delusi. Nonostante questo, una preziosa rielaborazione in chiave gioiosa di un personaggio austero.

Fr. Gabriele Giordano Scardocci, O.P.

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