DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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Il tango spirituale del provincial Bergoglio

Chiamatemi Francesco – Il papa della gente (2015)

Regia: D. Luchetti. Interpreti: R. De la Serna, S. Hernández, M. Santa Ana, J. A. Egido.

Daniele Luchetti, che tutti probabilmente ricordiamo per I Piccoli Maestri e soprattutto per Il Portaborse, prova a dirigere la storia del giovane papa Francesco. Nella parte del giovane pontefice troviamo Rodrigo De La Serna, già visto in I Diari della motocicletta, nei panni del Bergoglio anziano invece Sergio Hernández. Il film delinea la vicenda dell’allora padre, poi provinciale dei gesuiti, Jorge Mario Bergoglio, a partire dalla gioventù fino alla sua elezione come capo della Chiesa Cattolica. Luchetti costruisce la storia di un caparbio religioso con massiccio uso della camera a mano, con molti piani sequenza e altrettanti scavalcamenti di campo. Forse la non schematicità del montaggio è voluta per richiamare la non schematicità che si potrebbe attribuire al personaggio Bergoglio.

gabriele scardocci3    fr. Gabriele Scardocci, O.P.

Si fa ricorso allo stile del flashback in cui il maturo cardinal Bergoglio ricorda la sua gioventù: questa tecnica ben si adatta alla pratica spirituale della revisione di vita, trasformando tutta la lunga anamnesi del religioso in una lunga preghiera. Sottolineiamo che la pellicola ci sembra soffrire di almeno due punti deboli: innanzitutto il ricercato, fino all’estremo, contrasto fra la Chiesa del popolo e la Chiesa gerarchica è assolutamente deleterio per la costruzione del personaggio. All’interno della stessa fabula, infatti, è sempre la Chiesa gerarchica che elegge quel terribile sacerdote argentino, presentato come ‘il principale nemico’, come suo capo e portavoce, quando sarebbe stato più logico ‘eliminarlo’ in altro modo.

Questo ci sembra minare la coerenza della trama. In secondo luogo, il film ci sembra richiamare troppo alcune sequenze di The Day of the Jackal o Che - Guerrilla. In questo mix fra mockumentary, spionaggio ed azione, si sottolinea la vita pastorale dell’attuale pontefice in Argentina come esclusivamente volta al combattere la dittatura di Rafael Videla. Plausibilmente tali criticità sono dovute al fatto che la sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Luchetti e Martin Salinas, come si evince dai titoli di coda. Dunque è stata rielaborata con ampia licenza artistica la figura del padre Bergoglio.

Il film è certamente consigliato per provare a gustare un po’ di quel tango spirituale che il provincial Bergoglio ha vissuto insieme agli oppressi argentini; umanissimo, egli vide in quei poveri il volto di Gesù bisognoso e misericordioso, e cercò di portarli nella danza trinitaria della vita di fede.

Fr. Gabriele Giordano M. Scardocci OP

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