DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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“Chiamati a una commemorazione comune”

Il documento della commissione Luterana-Cattolica per il V centenario della Riforma

L’anno che è iniziato ormai da qualche mese, e che ha visto nel mese di gennaio scorso (21 gennaio, data dell’VIII centenario della terza bolla di conferma dell’Ordine da parte di Onorio III) chiudersi ufficialmente il Giubileo dell’Ordine dei Predicatori con la solenne celebrazione eucaristica presieduta da papa Francesco nella basilica di S. Giovanni in Laterano, è anche l’anno in cui cade il quinto centenario dell’inizio della Riforma luterana, in quel suo momento inaugurale che fu l’affissione, da parte di Martin Lutero, della Disputatio pro declaratione virtutis indulgentiarum (95 tesi) alla porta della chiesa del castello di Wittenberg, il 31 ottobre 1517.

daniele aucone academiafr. Daniele Aucone, O.P.

Una ricorrenza che le chiese nate dalla Riforma hanno sempre celebrato in questa data simbolica nel corso dei secoli, ma che nell’attuale contesto ecumenico e globale può essere oggetto anche di una commemorazione comune con le altre confessioni cristiane.

È quanto invita a fare il documento Dal conflitto alla comunione redatto dalla “Commissione Luterana-Cattolica sull’unità e la commemorazione comune della Riforma nel 2017” (co-presieduta da S.E. card. G.L. Müller per i Cattolici e dal vescovo E. Huovinen per i Luterani) e pubblicato già nel 2014, che chiede a tutti i cristiani (luterani e cattolici) di commemorare «congiuntamente il quinto centenario dell’inizio della Riforma» (n. 1).

Il documento, che precisa che tale commemorazione non significa naturalmente celebrare insieme «la divisione della Chiesa d’Occidente» (n. 224), ma giungere piuttosto a una «maniera comune di rievocare eventi passati», intende invitare Luterani e Cattolici a una lettura rinnovata delle proprie tradizioni e del cammino che ancora resta da fare, nella convinzione che se il passato resta come tale inalterabile, purificabile ed emendabile è invece l’immagine di esso che se ne custodisce nella memoria:

«il punto non è raccontare una storia diversa, ma raccontare questa storia in maniera diversa» (n. 16).

 

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