DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

Giuliana di...

Giuliana di Norwich: gioia, ottimismo e compassione

Il bel personaggio di cui mi accingo a sottolineare alcune sfumature, vissuto in un periodo storico-sociale e religioso, che nonostante se ne dica, ha apportato semi di speranza e ottimismo, torna sicuramente ad animarci a possedere uno sguardo alto, diretto, sereno, conciliante, tollerante e positivo sul frangente europeo e mondiale alquanto instabile e difficile.

Juliana nasce e vive a Norwich città dell’est-Anglia, (est di Inghilterra) dal 1342 al 1416, contemporanea della Santa Senese, viene considerata una delle mistiche più imponenti ed ecumeniche della storia della spiritualità cristiana:grande maestra e guida spirituale di molte e molti personaggi religiosi dell’epoca, santa per la Chiesa anglicana e venerata come beata, anche se non ufficialmente, da noi cattolici; forse religiosa, oppure terziaria, visse come anacoreta in una stanzetta adiacente alle mura della Chiesa di San Giuliano in Norwich; probabilmente da questo deriva il nome di Giuliana.

La giovane inglese vive in un ambiente di forte e sana spiritualitaà che si era venuta alimentando con la presenza e attivitaà,sin dalla fine del secolo XII, dei Benedettini e poi nel 1226 dei Frati Predicatori e Frati Francescani: 1226, Carmelitani:1256 e Agostiniani: 1272. L’inizio di questo singolare eremitaggio si pensa che ebbe inizio ai 30 anni, quando per una grave malattia, aiutata dai conforti religiosi, riceve 16 rivelazioni di Gesù che terminarono il 13 maggio 1373. Ella mette per iscritto quanto rivelato negli anni successivi che diventano il Testo Breve: Le Rivelazioni dell’amore Divino: un testo di 25 capitoli e di 11.000 parole; potrebbe essere il primo libro conosciuto composto in inglese da una donna. Il così chiamato Testo Lungo viene elaborato dopo quasi 20 anni , dove ella offre una spiegazione sul significato delle stesse visioni.

La interessante visione umana e teologica di Giuliana, si puo’ presentare in tre aspetti i quali si fondamentano sul tema chiave del suo cuore e della sua spiiritualita’ l’immenso amore di Dio nonostante la tristeza del peccato: a) Il suo pensiero sul peccato; b) La sua convinzione che Dio ama tutti e non cova collera con nessuno c) L'idea che Dio non solo è Padre ma anche Madre.

Il peccato anche se inevitabile e in qualche forma necessario in vista del cammino di interiorizzazione e conoscenza del proprio essere e dell’accettazione dei nostri limiti come altresi’ della presenza di Dio nella propia vita. Ella crede che per apprendere dobbiamo prima cadere e per ottenere questo dobbiamo peccare. Tutto questo,tuttavia, non debe in nessun modo farci disperare perche’ la tenerezza e la bonta’ del signore sono sempre presenti nella nostra vita.e questo amore divino e’ decisamente piu’ determinato del peccato: "Io non farò che peccare, ma il mio peccato non impedirà alla sua bontà di operare.  

La Bontà e’ la caratteristica essenziale di Dio ( Dio è buono per essenza: S. Th. I, 6,3). Da qui l’ottimismo antropologico presente nella teología della prima generazione dei nostri frati che raggiunge la sensibilità spirituale di Giuliana: Dio è buono, Dio è buono,Dio è buono sembra essere stata la espressione di un nostro confratello in punto di morte. giorgio pittalis2   fr. Giorgio Pittalis, O.P. La teologia di Madre Giuliana è ottimista e foriera dell’amore di Dio intonata con la misericordia, la tenerezza, la dolcezza, la tolleranza e la bontà divina che apre al tema della compassione (cum-passio):che traduce il greco simpatía: affetto per qualcuno , relazione affettiva ed effettiva , stare al lato dell’amato,mettersi al posto di chi si ama. e della misericordia intesa come grazia, amore,bonta’, pieta’ conmiserazione, clemenza, fedelta’ (l’ebraico:ra’hamim –rahamim-hesed- il greco: eleos: il latino: misereri-cor-cordis) descritta come una qaualita’ propria della persona dare e vivere il perdono,la empatía e la compassione.  La mistica inglese in questo quadro antropologico e teologico che contiene tante belle sfumature si inclina chiaramente nell’approfondire, vivere e celebrare la gioia e l’ottimismo: Io posso compiere bene ogni cosa, Io sono in grado di compiere bene ogni cosa, Io voglio compiere bene ogni cosa, e Io compirò bene ogni cosa; e tu vedrai da te stessa che ogni sorta di cosa sarà bene. Queste che ella indica come le cinque parole si riferiscono direttamente alla Santissima Trinita’: Dio che si ama e che ci ama. Bellissima la frase di grande respiro positivo e ottimista: E tutto sarà bene e / ogni sorta di cose sarà bene .

L’amore di Dio e la Maternità. In Giuliana l’Amore Divino viene paragonato sovente, anche se con una certa audacia all’amore materno. E’ questo uno dei tratti più caratteristici della sua spiritualità. È così immenso l’amore e la tenerezza di Dio per ciascuno di noi che è facle poterlo rifererire all’amore che una madre ha per la sua creatura. Non doverebbe fare specie questa angolo di interpretazione,visto che nelle Sacre Scritture , alcune volte, si e’ usato il richiamo alla relazione madre-figlio: Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai ” ( Is49, 15).

Nella quattordicesima rivelazione ella mette insieme Dio e la maternità parlando della Trinità nei termini di una famiglia e la relazione terrena tra genitore e creatura come la unione che più esprime la relazione Gesu’-persona umana.

Questa anima prediletta di Norwich dà all’unione Dio-maternità il senso di fondamento della creazione della nostra natura" , e di "assunzione della nostra natura, il che fa iniziare la maternità della grazia" e di maternità nell'operare" .

Io sono la Potenza e la Bontà del Padre; io sono la Saggezza della Madre; io sono la Luce e la Grazia che è amore beato; io sono la Trinità; io sono l’Unità; io sono la sovrana Bontà di ogni genere di cosa; io sono Colui che ti fa amare, io sono Colui che ti fa desiderare, io sono l’appagamento infinito di tutti i veri desideri.

Che il personaggio della Beata Giuliana de Norwich ci sia realmente di stimolo per continuare a concretizzare, nei nostri spazi abituali, una pratica di vita realmente caratterizzata da tanto ottimismo, dalla gioia, dalla compassione, dal fervido e puro amore:

nel dolce vincolo del tuo amore uniscili, sì che muoiano consumati dalla carità!
Santa Caterina da Siena

C. MYSS, R. CHILSON, All Will Be Well: Julian of Norwich, 3º Days With great Spiritual Teacher, Ave Maria Press, Notre Dame, Indiana, 2008, 2ª ed.; M. G. BALLESTER, Sentido Teológico de la Compasión, in Selecciones de Teología, 215, Vol. 54, (2015), pp. 214-224.

 

fr. Giorgio Pittalis, O.P.
Missionario della nostra Provincia in Guatemala

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