DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

La Trinità in noi

Chi rimane nell'amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. (1 Gv 16)

Al momento del nostro battesimo, le tre Persone Divine della Santissima Trinità hanno preso come dimora la nostra anima, e noi siamo diventati templi viventi del Dio Vivente: Non sapete che siete il tempio di Dio? (1 Cor 3,16) Grazie a questa inabitazione divina, godiamo di una immensa intimità con Dio, più intensa di quella con il proprio migliore amico (Leone XIII, Divinum Illud Munus, 9).

Come possiamo spiegare questa verità, che sta al fondamento della nostra vita cristiana?

Innanzitutto, dobbiamo notare che Dio è presente in ogni creatura: Lo Spirito del Signore riempie l’universo (Sap 1,7). S. Tommaso d’Aquino ci spiega che Dio è presente in ogni creatura in tre modi: per potenza, perché ogni creatura è sottomesso al suo potere; per presenza, perché ogni cosa è scoperto ai suoi occhi; e per l’essenza, perché Dio è la causa del loro essere (S. Th. I, q. 8, a. 3). Quest’ultima — la presenza per essenza — è degna di nota. Dio è l’Essere stesso per essenza, e comunica l’essere a tutte le creature, creandole e conservandole in esistenza. Dando loro l’esistenza, Dio dona alle creature una partecipazione a ciò che lui è per l’essenza. Siccome non c’è niente di più intimo e profondo in ogni creatura che la loro stessa esistenza, possiamo dire che Dio è veramente presente in ogni creatura in modo intimo1.

Però, questa intimità di Dio con ogni creatura non è sufficiente per spiegare la presenza di Dio nei battezzati. Abbiamo visto sopra che Dio è in ogni creatura per la sua potenza: comunicando a loro l’essere, e muovendole nelle loro attività. In ogni atto di ogni creatura, la creatura è sostenuta dalla potenza di Dio.

I battezzati, però, avendo ricevuto la grazia santificante, sono capaci delle operazioni o delle attività propriamente teologali, divinizzati: queste attività superano la capacità naturale dell’uomo, e raggiungono Dio stesso (In I Sent., dist. 37, expositio textus). Per esercitare queste attività, l’uomo ha bisogno di essere sostenuto dalla potenza di Dio in modo tutto speciale: per questo, possiamo dire che Dio abita specialmente nelle anime dei santi, e che le loro anime sono riempite dalla presenza di Dio (De rationibus fidei, c. 6). Quali sono queste attività teologali? Si tratta delle due attività con cui la nostra intelligenza e la nostra volontà sono divinizzate:la conoscenza teologale della fede, e l’amore teologale della carità. Dio esercita la sua potenza dandoci le virtù teologali della fede e della carità, e muovendoci a compiere gli atti di queste virtù2.

Dio non è presente nell’anima di ogni cristiano soltanto per quanto le sue attività viene sostenuta da Lui: attraverso la fede e la carità, Dio è presente nei battezzati come il conosciuto è in chi conosce, e l’amato in chi ama (S. Th. I, q. 43, a. 3).

Cerchiamo di capire questo. Ogni volta che conosco qualcosa, questo oggetto diventa in qualche modo presente nella mia intelligenza. Se conosco un elefante, questo elefante è presente in me: evidentemente, non parliamo di una presenza fisica, ma di ciò che viene chiamato una presenza intenzionale, un verbo che rende presente una realtà in noi come intelligibile3.

Allo stesso modo, l’amore produce una certa presenza dell’amato nella volontà di chi ama. Se Romeo si innamora di Giulietta, Giulietta è in qualche modo presente in Romeo, come una certa inclinazione verso di lei, una forza vitale che spinge l’amante verso l’amata4: l’amore per Giulietta produce in Romeo una certa impressione dell’amore (cfr. S. Th. I, q. 37, a. 1).

Grazie alla fede e alla carità, allora, l’uomo conosce e ama Dio, e Dio è presente nell’uomo. Non si tratta una conoscenza e amore soltanto naturale di Dio — sempre possibile e di altissimo valore — ma di una conoscenza e amore soprannaturale, divinizzata dalla grazia. Naturalmente, l’uomo può conoscere Dio in quanto è Causa Prima di ogni cosa. Però, questa conoscenza non raggiunge la realtà stessa Dio: questo avviene soltanto con la conoscenza teologale della fede. La fede e la carità ci fa raggiungere Dio in se stesso5.

Questa inabitazione di Dio nell’anima dei battezzati, trova la sua struttura nella vita intima della Santissima Trinità stessa.

Lo Spirito Santo, primo Dono dell’Altissimo6, ci dona la grazia al momento del battesimo. Questa grazia ci dà la fede, che perfeziona il nostro intelletto, facendoci conoscere Dio, la Verità Prima. Questa perfezione dell’intelligenza è attribuita al Figlio, in quanto Verbo proferito dal Padre, in cui è espressa tutta la Sapienza Divina.

Questa conoscenza che perfeziona la nostra intelligenza, non è una conoscenza asciutta, fredda. jean gabrielfr. Jean-Gabriel Pophillat, O.P.No, è una conoscenza che prorompe nell’amore: l’amore della carità, che ci fa amici di Dio (cfr. S. Th. I, q. 43, a. 5, ad 2). Questo amore è attribuita allo Spirito Santo, che è Amore Increato ed Eterno, l’amore del Padre e del Figlio.

Fin dall’eternità, il Verbo è generato dal Padre. Similmente, nel tempo, il Padre manda il Figlio che abita nella nostra anima: il Padre ha mandato me… (Gv 20,21). Abitando nella nostra anima, il Figlio ci manifesta il Padre comunicandoci la sua dottrina, e ci conduce al Padre.

Fin dall’eternità, lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio. Ora, lo Spirito Santo è inviato dal Padre e dal Figlio nei nostri cuori: lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome (Gv 14,17). Abitando nella nostra anima come amore, ci conduce al Figlio, facendoci conoscere più intimamente il Figlio e la sua dottrina. Pensiamo al modo in cui una persona può essere conosciuta da uno straniero, e il modo in cui viene conosciuto da un amico. La differenza è grande! Lo Spirito Santo, allora, accende nei nostri cuori l’amore di Dio, e ce lo fa conoscere non come uno straniero, ma come un amico amato.

Così, la presenza del Figlio e dello Spirito Santo nell’intimità delle nostre anime è come una continuazione delle processioni eterne nell’intimità della Trinità: il Figlio come Verbo, lo Spirito Santo come Amore7. Similmente, la conoscenza e l’amore di Dio ci rende simili a Dio, sua immagine, proprio perché la Santissima Trinità è una comunione intima di conoscenza e di amore8.

La presenza di Dio in noi, quindi, è una presenza dinamica: amore e conoscenza si nutrono a vicenda, crescano insieme, e ci spingono verso una unione sempre più profonda con Dio. Il Figlio perfeziona il nostro intelletto con la conoscenza teologale: una conoscenza che prorompe nell’amore dello Spirito Santo; amore che ci conduce al Figlio, verso una sempre più profonda conoscenza dei misteri divini, conoscenza che prorompe sempre in un amore più intenso; tutto in un cammino verso Dio Padre. Crescendo sempre in fede e carità, tutto troverà il suo compimento in cielo, quando contempleremo Dio così come Egli è: la conoscenza della fede darà luogo alla piena visione amorevole della Santissima Trinità.

Noi tutti abbiamo ricevuto i doni della fede e della carità al nostro battesimo, e con questi, Dio si è dato veramente a noi. Non dobbiamo allora onorare questo ospite divino, vivendo sempre più intimamente in comunione con Lui? La via verso l’unione non è nient’altro che quella della fede e la carità ancora una volta: una via aperta a tutti. Quando cresciamo nella vita della grazia e compiamo atti più grandi delle virtù teologali, la vita divina diventa sempre più intensa in noi9.

Cerchiamo, allora, di crescere sempre nella nostra unione con il nostro ospite divino, vivendo sempre nella sua dolce presenza:

O miei Tre, mio Tutto, mia Beatitudine, Solitudine Infinita, Immensità in cui mi perdo, mi consegno a voi come una preda. Seppellitevi in me, perché mi seppellisca in voi, in attesa di venire a contemplare nella vostra luce l’abisso delle vostre grandezze. Amen. (Santa Elisabetta della Trinità)

 

fr. Jean-Gabriel Pophillat, O.P.
Convento S. Maria sopra Minerva, Roma

 

 

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1 Gilles Emery, Présence de Dieu et union à Dieu, Paris (Parole et Silence), 2017. 64. cfr. S. Th. I, q. 8, a. 1.

ibid. 71.

3 cfr. Guy Mansini, “Development of the Development of Doctrine”, in Angelicum, 93 (2016). 807.

4 Jean-Pierre Torrell, Tommaso d’Aquino: Maestro Spirituale, Roma (Città Nuova), 1998. 108.

5 Gilles Emery, La Théologie Trinitaire de Saint Thomas d’Aquin, Paris (Editions du Cerf), 2004. 451.

6 cfr. L’inno Veni Creator Spiritus

7 Bernard Blankenhorn, The Mystery of Union with God: Dionysian Mysticism in Albert the Great and Thomas Aquinas, Washington D.C. (Catholic University of America Press), 2015. 251.

8 cfr. Torrell, Tommaso d’Aquino. 109.

9 Emery, La Théologie Trinitaire. 455-456.

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