DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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MERCOLEDI 17 DICEMBRE

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Da oggi fino alla vigilia del Natale l’alleluia al Vangelo e l’antifona al Magnificat dei Vespri cominceranno con un’esclamazione particolare di meraviglia e di stupore: “O!” … o Sapienza; o Signore, o Germoglio, o Astro; ecc.. Le antifone “O”, di fatto, ci accompagnano gli ultimi giorni verso il Natale.

Le antifone “O” quasi quasi ci vogliono donare l’atteggiamento di fondo che predispone alla celebrazione del Natale. “I bambini fanno ohh, … che meraviglia, che meraviglia” cantava qualche anno fa Giuseppe Povia.

Di fronte a Dio che si fa bambino la liturgia fa sul serio con l’imperativo evangelico: “Se non diventerete come i bambini non potete entrare nel Regno dei Cieli” (Mt 18, 3). La porta per il Regno dei Cieli si trova a Betlemme: è un neonato. Ogni neonato suscita stupore.

E’ una caratteristica centrale del neonato: suscita meraviglia, ammirazione e commozione. Se Dio si fa neonato vuole suscitare stupore, meraviglia, incanto e commozione. Il Vangelo di questo giorno indirizza questo stupore di fronte al Dio neonato a un’implicazione necessaria della nascita umana dell’onnipresente e onnipotente Dio: il neonato Dio avrà antenati. Matteo oggi nella sua “genealogia di Gesù Cristo” (Mt 1, 1-17) ce li presenta: i nonni, i bisnonni, gli avi di Gesù. Una famiglia per bene? Non si direbbe. Il nome “Tamar” ricorda che ha ottenuto i suoi figli da Giuda suo suocero unendosi a lui travestita da prostituta (Gen 38), la madre di Salomone, Betsabea, non è nominata ma descritta come “quella che era stata la moglie di Uria” (2 Sam 11, 2 ss). L’elenco dei re non brilla per uomini saggi e santi. Incesto, prostituzione, adulterio, assassinio sono caratteristiche degli antenati, dei bis-bisnonni e -nonne di Gesù. C’è davvero da stupirsi quanto profondamente Dio si incarna nella nostra storia imperfetta e precaria. Quanto profondamente e concretamente Dio è dei “nostri”. Se “non so più fare ohh” (G. Povia) di fronte alla modalità d’incarnazione di Dio le antifone “O” potrebbe essere un potente invito a questa maturazione cristiana alla scuola onnipresente dei bambini che fanno “ohh” … per tutto l’anno.

 

Fr. Christian-M. Steiner, O.P.

Convento san Domenico (Cagliari)

 

Riferimenti scritturistici: Gn 49,2.8-10 Sal 71 Mt 1,1-17

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