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Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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Il segreto della felicità

briciole frate

Riuscire a trovare la gioia nella gioia altrui: questo è il segreto della felicità!

 

Georges Bernanos

Il Vangelo è notizia lieta, il cristianesimo è la religione della gioia. Noi cristiani siamo messaggeri della gioia, testimoniamo la resurrezione, nonostante la faccia funebre che a volte indossiamo. Sarà questa gioia a contraddistinguerci nel mondo e questa gioia sarà il nostro strumento di evangelizzazione. Ma noi come usiamo il dono della gioia? Molti cristiani sono più disponibili a soffrire con Cristo sofferente che non a gioire con Gesù gioioso. Quanto indispensabile è sostare alle stazioni sul Calvario, tanto importante è percorrere le tappe della gioia. Spesso la nostra vita religiosa da Pasqua in avanti va in ferie. Nel momento in cui l’ora della morte per Gesù è passata, noi non sappiamo cosa farne. Continuiamo a combattere nella vita quotidiana e Lui se ne sta lassù nella felicità eterna. Siamo anche pronti a condividere la sofferenza altrui, ma partecipare alla felicità degli altri richiede quel tipo di disinteresse che costringe a staccarci da noi stessi. La gioia condivisa è gioia raddoppiata. L’ideale sarebbe vivere talmente di Dio, con Dio, per Dio e in Dio da non trovare dentro di noi niente di più forte della Sua gioia. Siamo invece propensi a coccolare con gelosia la nostra tristezza che tende a soffocare la gioia anche negli altri. La nostra religione è quella della resurrezione, dell’apertura verso Dio, dell’apertura vicendevole tra di noi, non della chiusura e dell’afflizione. La gioia cristiana è la vittoria sulla tristezza. Se sono felice perché mi va tutto liscio e vivo nell’abbondanza, non testimonio nessuno. Se sono invece un povero infelice, un malato infelice, un perseguitato infelice ugualmente non stupisco nessuno con il mio atteggiamento, non faccio testimonianza di Dio. L’apostolo Paolo, dalla prigione, scrisse ai filippesi: “Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. “La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù” (Filippesi 4:4-7). (da Louis Evely)

 

(rubrica a cura di fr. Vincenzo Caprara, O.P.)

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