DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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Questa è la notte gloriosa!

Veglia pasquale 2014 - Santa Maria sopra Minerva

Questa è la notte gloriosa che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo creatore!

E’ la notte in cui ripetiamo più volte l’esultanza del coro degli angeli e di tutta l’assemblea celeste! La lontananza dell’uomo dal suo creatore non c’è più. Le lacrime non vincono più. Il dolore non vince più. Lo smarrimento non vince più. La morte non vince più. Il male non vince più! Gesù dopo aver pianto, sofferto, vissuto lo smarrimento, è risorto! Il cielo, il coro degli angeli, i santi, la vergine Maria sono nell’esplosione di gioia perché l’uomo, creato ad immagine di Dio, riceve il dono della risurrezione! Questa realtà è di una tenerezza e di una profondità d’amore senza limiti! Dio, e tutta la corte celeste che fa festa perché con la risurrezione di Gesù ora possiamo ridire con fierezza: sono ad immagine e somiglianza di DIO!

Erravo nel deserto del peccato, della mia profonda solitudine dovuta alla mia lontananza da Dio ed è Dio stesso che per pura gratuità ci riporta ad essere suoi figli. Questo crea gioia, gioia in cielo e gioia sulla terra.

L’espressione di questa gioia la possiamo ritrovare attraverso quattro parole che rappresentano i quattro momenti di questa solenne veglia pasquale: Luce, Parola, Battesimo, Eucaristia.

Sono quattro parole che ci parlano della gioia della Resurrezione!

Luce. La gioia della resurrezione, la esprimiamo con la benedizione del fuoco e con l’accensione del cero pasquale. Questo cero arde durante tutto il periodo pasquale, ma anche ad ogni battesimo e ad ogni celebrazione di funerale! La luce è segno di speranza, e questa luce è Cristo! Questo cero rappresenta Cristo nostra luce, Cristo che ci illumina, Cristo che ci guida, Cristo che ci scalda, Cristo che infiamma i nostri cuori tiepidi e ci spinge a cercare sempre di più Dio! Questa luce è lì per aiutarci ad uscire dalle nostre tenebre, per ricordarci che non c’è tenebra che non possa essere spezzata dalla luce del cero pasquale, di Gesù risorto! Questa luce è fra noi per farci assaporare quanto è triste rimanere nelle tenebre delle nostre chiusure e quanta gioia c’è a lasciarsi illuminare da LUI! Ma quante volte preferiamo le tenebre del nostro stare comodi e lontani da Dio?

Dopo la liturgia del fuoco abbiamo sentito la Parola di Dio! Dio ci parla dalla creazione. Ha parlato ad Adamo ed Eva, a Mosè, a tutti i patriarchi, ai profeti.

Ha parlato attraverso dei segni forti: Un roveto che arde, un mare che si apre, una nube che li guida, una voce che viene come da una montagna che tuona, ha parlato lui stesso che si fa uomo. Il Vangelo è la buona novella, la gioia dell’annuncio che Dio non ci ha abbandonato e non ci abbandona mai. Se c’è qualcosa da abbandonare, questo è il sepolcro vuoto. E le donne lo fanno. Abbandonano il sepolcro in fretta e con timore e gioia corrono per annunciare! Ecco la parola di gioia: rispondere ad una chiamata di Dio per annunciare il nostro incontro con LUI!

I chiamati di Gesù non avevano nulla di speciale: erano pescatori, peccatori pubblici, esattori delle tasse, persone ai margini! La Parola di Gesù diventa gioia nella loro vita e loro ora corrono per annunciarla!

E noi? Ascoltiamo la sua Parola? E se ci è stata data la grazia di riceverla, la stiamo annunciando oppure siamo ancora presso la toma vuota della nostra paura?

Il terzo momento di questa veglia che seguirà fra un po’ è il rinnovo del nostro Battesimo. Battesimo è la terza parola di stanotte. Col Battesimo i frutti della risurrezione entrano nella nostra vita! Divento erede speciale dei benefici di questa santa notte di Pasqua e il vero beneficio è quello di essere chiamato e soprattutto aiutato a vivere da risorto! Il battesimo imprime in me un segno che mi abilita a chiedere a Dio l’aiuto che un figlio chiede.

Cosa ne faccio del mio battesimo? Mi sento veramente figlio, sento di essere segnato per sempre ad essere un uomo che deve crescere nella somiglianza a Dio? Nella santità? La gioia pasquale è la gioia di chi, attraverso il Battesimo, riceve la promessa di Dio che non sarà mai abbandonato nel suo cammino di santità. Forse messo alla prova, ma mai abbandonato.

L’ultima parola che esprime la gioia di stasera è eucaristia! Questa veglia culmina sull’altare! In questi giorni abbiamo visto il nostro altare spogliarsi di ogni bellezza! Non aveva tovaglie, fiori, candele, nulla! Stanotte accoglie Gesù risorto che si dona per noi! Sull’altare celebriamo la Pasqua, Gesù che si offre per noi, che si dona per noi, che muore per risorgere! Il suo morire per risorgere nutre e incoraggia ogni nostro desiderio di bene, e stimola i nostri desideri di bene! Ogni eucaristia che celebriamo è un rivivere la Pasqua. La grandezza di Dio che si dona per noi si dilata nel tempo e ci tocca attraverso l’eucaristia, cambiandoci! Accostiamoci all’eucaristia con rispetto certamente, ma soprattutto con una grande fiducia! E’ Dio che viene a me, ed è un Dio gioioso che viene a me! Lui è la gioia! Lasciamoci avvolgere nell’eucaristia da questa gioia!

Luce, Parola di Dio, Battesimo, Eucaristia, ecco le grazie di stanotte! Non siamo qui a chiederle, perché Dio ce le sta già donando, siamo qui per accoglierle. Lasciamo che questi doni rinfranchino e risveglino nell’intimità del nostro cuore la gioia di essere figli di Dio, figli per i quali Dio si fa uomo, cammina con noi, soffre con noi, muore con noi, e risorge per noi! Amen

fr. Gian Matteo Serra
Convento S. Maria sopra Minerva, Roma

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