DOMENICANI

Provincia Romana di S. Caterina da Siena

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S. Maria del Sasso a Bibbiena: un po' di storia

In questo Santuario – luogo caratteristico del Casentino – tutto ha avuto origine con l’apparizione della Madonna, il 23 giugno 1347. La Vergine dette alla piccola Caterina, di 7 anni, il messaggio: “Purezza e amore di Dio”, insieme a dei baccelli pieni di sangue, presagio della peste che dilagò l’anno seguente, risparmiando Bibbiena e dintorni.

Accanto al masso dell’apparizione fu costruita una piccola cappella, poi ingrandita per contenere tutto il grande Sasso. Bicci di Lorenzo (1435) in cima al Sasso, eseguì un prezioso affresco raffigurante la Madonna. L’affresco rimase miracolosamente intatto nell’incendio avvenuto nel 1486, che distrusse l’intera cappella. Per intervento del Savonarola e su progetto di Giuliano da Maiano, fu costruito nello stesso anno il nuovo Santuario - quello attuale - piccolo gioiello dell’arte rinascimentale in Casentino.

Tutto il complesso monumentale di S. Maria del Sasso –convento, santuario e il grande chiostro - è riconosciuto come monumento nazionale dello Stato. Dai primi del 500, nella  cripta del Santuario è venerata l’immagine della Madonna del Buio, statua lignea dello scultore Cavalcanti (1450). Questa Statua, prima donata alla parrocchia di Bibbiena, tornò per ben due volte al Santuario (come narrano le cronache del tempo - 1512).

bibbienaLa presenza dei Domenicani - L’Ordine Domenicano fu fondato da S. Domenico di Guzman, nel 1216, per la predicazione della Verità. Qui a S. Maria i Domenicani giunsero da S. Marco di Firenze nel 1468, creando un importante convento come centro di studio – formazione – predicazione. Nacque così, in Casentino, un nuovo polo di spiritualità, quella mariana-domenicana, oltre quella benedettina-camaldolese presente a Camaldoli e quella francescana alla Verna. A Santa Maria del Sasso si sono formate schiere di religiosi domenicani che, con la loro preparazione teologica e santità di vita, hanno dato onore all’Ordine e alla Chiesa. La presenza numerica dei Frati, nell’ultimo secolo, è fortemente diminuita per le varie vicissitudini storiche. Nel 1927, parte dei locali conventuali fu ceduta ad una Comunità di Monache domenicane, provenienti da Lucca. Questa Comunità di claustrali, non alimentata da nuove vocazioni, è avviata alla chiusura… salvo interventi miracolosi.

I Domenicani hanno  sempre dato un forte sostegno di vita al Santuario. Anche in questi ultimi decenni, nonostante la presenza limitata a due religiosi, poche monache e alcuni Laici (Terziari), il Santuario è comunque ritenuto importante punto di riferimento per numerosi fedeli e turisti, a motivo di varie celebrazioni, di iniziative e richiamo di devozione mariana. Alcune realtà sorte o rese più efficienti in questi ultimi anni, contribuiscono in modo determinante alla vita del Santuario: i “Laici Domenicani”, gli “Amici del Santuario”, il “Centro Missionario”, il “Gruppo di accoglienza”, il “Coro del Santuario”, prezioso nelle celebrazioni più importanti dell’anno liturgico.

Santa Maria del Sasso rappresenta una testimonianza, un pulpito, una predicazione, e qui viene sostenuto il cammino di quanti cercano la fede o vogliono approfondirla nella propria vita. A questo mira l’impegno dei sacerdoti che vi operano, sotto lo sguardo e la protezione della Vergine.

fr. Giuseppe Serrotti, O.P.

 

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